Amsterdam, un successo i taxi elettrici

Partecipando alla fiera di Intertraffic/Cevitts 2012, ci siamo imbattuti nella bella esperienza di taxi-e, compagnia di taxi elettrici olandese, neo-nata, ma di successo. Da una chiacchierata con il suo fondatore è uscito un articolo, sono emerse molte curiosità e anche i media in Italia sembrano avere apprezzato la notizia.

Repubblica – Motori

Corriere della Sera – Motori 

Il Sole24ore – Motori

“Abbiamo avuto più gomme a terra che batterie!” esordisce così Ruud Zandvliet, direttore di Taxi-E la prima compagnia olandese di trasporto taxi interamente elettrici.  Il progetto è stato presentato a CEVITTS-INTERTRAFFC la più importante fiera europea del settore che quest’anno ha dedicato un intero padiglione alla mobilità elettrica. Con un piano da 100 Nissan Leaf, a disposizione dei cittadini di Amsterdam per gli spostamenti urbani e per i trasferimenti per l’aeroporto, è partita la sfida per diffondere la mobilità elettrica. E per rispondere all’ansia di restare a piedi per assenza di batteria il giovane imprenditore snocciola le cifre del loro servizio  quotidiano:  il 99% degli spostamenti è in un contesto urbano, il tragitto più lungo è da/per l’aeroporto e i nostri veicoli percorrono mediamente oltre 250km al giorno. Senza alcun problema di autonomia. Il servizio è partito 4 mesi fa con le prime 10 Nissan Leaf ed entro due mesi raddoppieranno. Il breakeven point è previsto  con una flotta di 23 auto e l’azienda conta di raggiungerlo entro i tempi previsti dal loro business plan. Giuridicamente si tratta di una cooperativa di taxi regolarmente registrata, ma tutti gli autisti sono dipendenti dell’azienda. “un modo per garantire che non ci siano speculazioni sulle tariffe e sui costi per i clienti”, rassicura Zandvliet. Anche in Olanda i taxisti sono una lobby ma non ci sono stati problemi di convivenza con il nuovo arrivato, probabilmente perché non viene considerato come un reale competitor. E infatti taxi-e non è presente nei parcheggi taxi urbani ma è un servizio a chiamata. Sia per aspetti organizzativi (si evitano perdite di tempo e attese con i veicoli inutilizzati, sia perché il servizio si posiziona nel segmento “premium” ma con un costo compreso nelle tariffe di legge olandesi, anzi generalmente più economico rispetto ai servizi disponibili. 2,50€ tariffa di ingresso + 1,95 al km e 0,32€ al minuto, per viaggiare nel silenzio e rispettando l’ambiente. 40€ è invece la tariffa da/per l’aeroporto ma se si  prova a prenotare last minute e una vettura è disponibile in zona, si può raggiungere il centro di Amsterdam con 25€, il prezzo più basso in assoluto per un servizio di trasporto individuale.  L’80% dei clienti è rappresentato da aziende, anche grossi gruppi internazionali. Ma la singolarità sta nel fatto che nella maggioranza dei casi Taxi-e non viene scelto per ragioni ambientali o di marketing (come si potrebbe immaginare) ma proprio perché il servizio è gradito e vantaggioso. Sarà per il fatto che ogni vettura ha la connessione wifi libera al proprio interno e un tablet a disposizione dei clienti, che sembra apprezzino molto, in particolare quando vanno in aeroporto e magari possono fare il check in in auto. Comunque possiamo pensare che una strategia di green co-marketing sarà una valida scelta per clienti attenti alla comunicazione. Ma come si affronta la gestione dei veicoli e l’alimentazione dei mezzi? Una centrale operativa controlla in tempo reale la flotta di auto in circolazione e ha in qualunque momento le informazioni su livello di carica ed autonomia. C’è un complesso lavoro di pianificazione dei tragitti, svolto in tempo reale e quotidianamente in base alle richieste e alle chiamate dei clienti. Dalla strategia di utilizzo dei mezzi derivano parte dei margini di guadagno. L’azienda usufruisce di due parcheggi di ricarica per un totale di 52 colonnine dedicate, distribuite nei pressi della sede principale e presso il “Zuidpark” la più estesa area parcheggio per ricarica elettrica di Amsterdam, che può contare anche 4 punti di “fastcharge”, la colonnina ad alto voltaggio che recupera in meno di 1 ora autonomia sufficiente a fare circolare i veicoli senza ansie. Dopo questi primi mesi di utilizzo non ci sono stati problemi di autonomia nonostante i mezzi abbiano circolato con la neve, il freddo e il ghiaccio, il livello di soddisfazione rispetto all’auto è molto alto e la sinergia con Nissan è molto stretta. Ma chi ha finanziato il progetto? GreenChoice, operatore energetico che produce e vende energia è il principale azionista, nonché fornitore del ”carburante” . Anche l’investimento nell’infrastrutture di ricarica è privato mentre l’energia utilizzata è interamente prodotta da fonti rinnovabili, per garantire un servizio ecologico al 100%. Ma come esportare questo modello di Business? Secondo Carlo Iacovini, presidente di GreenValue – unica presenza italiana al CEVITTS con il progetto Zero Emission City – “il servizio di Taxi-E può trovare applicazione in numerose città Italiane, sia nelle capitali (per gli spostamenti urbani), che nelle città medie (250/300.000 abitanti).  Le opportunità sono non solo di tipo ambientale, ma anche economiche, specialmente con il prezzo dei carburanti che continua a crescere. Stiamo conducendo delle ricerche in tal senso per verificare la fattibilità di progetti pilota in Italia, che potrebbero partire da servizi esistenti piuttosto che da aziende fondate ex novo, specie considerando la complessa polemica relativa alle liberalizzazioni e alla nuove licenze taxi.” Il tipo di servizio potrebbe configurarsi adatto anche ai nostri NCC (noleggio con conducente) che già si configurano più sul segmento premium di clienti. Infine anche gli Enti locali a corto di soldi ma alla ricerca di idee per politiche ambientali potrebbero cercare di agevolare l’introduzione di nuovi progetti sperimentali. La sfida è lanciata anche in Italia, vedremo chi saprà coglierla meglio.

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