“Italian cities to ban cars* by 2030”

This provocative statement opens Citytech, the event gathering this week in Milan more than 800 international experts, key players and top brands showcasing some of the most relevant innovations in mobility aiming to shape tomorrow’s cities. It’s time to act and take strong decisions to lead the transition towards a more sustainable mobility system and urban environment.

citytech_logoPublic policies made a strong acceleration in the last few weeks. UK and France declared to ban ICE (petrol and diesel) cars from new sales by 2040, Norway, counting 40% new registrations in August as electric cars, sets this goal in 2024 as Netherlands did. Most of all China has declared to be working on the same regulation, just defining the right timeframe. (we remind that China equals to 28 millions units market). That’s a long way if we consider that we have 695.000 EV globally in 2016 in 84 million cars market.

If Government sets regulations, industry’s role targets technologies and manufacturing accordingly. After Volvo recently announced to produce only electric or hybrid cars in 2019, JLR just followed with a target date of 2020 and media are full jaguar_ipaceof releases from IAA show in Frankfurt from BMW, Daimler and VW on huge investments to electrified the whole production in the near future.

We finally know that revolution today.. needs money more than arms, so what’s the opinion from financial community about E-mobility? JpMorgan just declared that electric technology will disrupt the market with many losers, all those ones that will not drive the change. (CNBC credit video) They forecast 35% market share for EV in 2025, scaling to 48% by 2030. More conservative position from MorganStanley’s comparing multiple scenarios expects 16% penetration for EV (fully electric) in 2030 that can reach up to 60% by 2040. morganstanleyMeantime Dutch bank ING identifies the battery costs reduction and public incentives as the main opportunities to drive production fully electric in 2035.

Market is full of researches we don’t want to get lost in, the fundamental is that globalBMWIvision political, economic and financial community has complete knowledge about this changing. Now it’s up to management class (from politics, to industries and consumers, nationally and locally) to decide whether they want to lead the changes or get disrupted. Italy is far behind this trend as proven by the insignificant market share of Ev (0,03%) or the absence of commitment and specific policies, any autonomous driving initiative elsewhere in the country even if there are existing competences and technologies not only linked to the “old” motor industry. We don’t need discussions but facts, projects, trials, and investments. That will bring the country industry back to a primary role in the future of automotive…(oh no sorry I’am wrong, …in the future  of mobility).

*..combustion cars

Carlo Iacovini                                                                                                                 Marketing Director, Local Motors,                                                                                   Board Member, Clickutility on Earth

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Mobilità a guida autonoma: un’industria in movimento

Il processo di cambiamento in atto nel settore dell’automotive è così radicale che non tutti i grandi gruppi ne hanno piena consapevolezza. Da un lato nuovi player spingono per introdurre l’innovazione, cercando di dimostrare l’economicità e la profittabilità delle tecnologie, dall’altro anche i brand più tradizionalisti hanno avviato fasi di scouting tecnologico e indagini conoscitive. Tesla è sempre in prima linea tra i nuovi brand sulla scia dei successi di vendita della Model S/X e in preparazione dell’arrivo della Model3, primo modello più economico. L’azienda è al centro anche di speculazioni considerando che ha appena raccolto 1miliardo di $ e il gigante tecnologico Tencent ha rilevato il 5% del capitale di Tesla per 2,8mld di$. Un dinamismo di mercato che alimenta congetture sul fabbisogno di cassa dell’azienda in previsione del lancio di produzione della nuova media e la capacità di soddisfare la domanda di acquisto degli oltre 400.000 clienti che l’avevano prenotata. Il rischio è infatti di trovarsi a “metà del guado” con cassa limitata.. sarebbe la posizione più rischiosa per un’acquisizione (favorevole.. od ostile). A parte Tesla l’industria dei nuovi brand della Silicon Valley interamente votati a rivoluzionare la mobilità con veicoli connessi, autonomi e condivisi, fa i conti con la dura realtà. Faraday Future la più chiacchierata azienda americana (con capitali asiatici) è in grande difficoltà e dopo un lancio del loro primo veicolo (la FF91) in grande stile a Gennaio scorso a Las Vegas ha visto una drastica riduzione degli investimenti sulla fabbrica del Nevada (avviata per una piccola porzione rispetto ai piani generali), al quartier generale in California (venduto l’intero lotto di terra dove doveva sorgere una cittadella dell’innovazione), la dipartita di diversi executive da poco assunti (e l’ingresso di altri, come il nuovo CFO) e nessuna certezza sui tempi di produzione e commercializzazione del veicolo (che per la cronaca ha un prezzo stimato in quasi 170mila $). Next EV, altra multinazionale di pochi anni, dopo aver anticipato una vettura supersportiva da corsa con record sul giro realizzato al Nürburgring ha presentato EVE, il concetto per la nuova mobilità. Un veicolo che rappresenta un’emanazione diretta del proprio spazio di vita, come fosse un salotto o un ambiente dove le 4 ruote sono una componente quasi secondaria. Suggestioni.. certo, ma nemmeno troppo lontane nel tempo visto che anche Volkswagen a Ginevra ha presentato Sedric, un veicolo multifunzionale basato sulle stesse premesse concettuali. E per capire quanto le aziende guardino lontano basti pensare ad Airbus che insieme a Italdesign ha portato un prototipo di auto volante proprio nel salone svizzero…. leggi oltre

Articolo completo pubblicato su “Qualenergia” Aprile-Maggio 2017

 

Car sharing, parliamo di business

Una chiacchierata con Gianluca Baldini su “Il Venerdì” di Repubblica

Qualche settimana fa ho fatto un’intervista con Gianluca, parlando di car sharing, nuovi business e criticità. Se ne parla oggi sul Venerdì, ma siccome la “carta stampata” ha sempre limiti di spazio e non è possibile raccontare tutto quello che viene discusso.. ripropongo l’intervista completa.

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G. Come accennavi al telefono, dopo una iniziale euforia, il car sharing si deve scontrare con i numeri del business. analizzando i dati delle maggiori realtà di car sharing in Italia, sono tutti negativi. Come mai? Cosa manca al car sharing italiano per decollare?
C. Il car sharing è un business ad alta complessità e bassa marginalità. E’ nato in Italia attraverso finanziamenti pubblici con progetti piccoli, locali e in perdita. Milano rappresenta “l’eldorado” della sharing mobility ma dopo il grande entusiasmo si iniziano a fare i conti con la realtà. I fattori di successo del car sharing sono legati ai volumi (clienti e noleggi) e al risparmio sui costi di gestione, (qui la tecnologia aiuta molto). Sono poche le città che hanno densità di popolazione e predisposizione spinta all’innovazione tali da ripagare gli investimenti del gestore e ancor più i lunghi tempi necessari prima di arrivare a break-even. Non penso che il car sharing debba decollare perchè non ci sono le premesse strutturali. Può e dovrà evolvere integrando altri modelli di business che includeranno altri target creando un circolo virtuoso.

G. Per questo le società di car sharing in Italia stanno cambiando il loro modello di business (Enjoy che fa pagare dopo il 15esimo minuto di prenotazione, car2go facendo pagare di più se lontani dal centro, senza contare il fallimento di Twist)?
C. Le società in Italia dopo le prime sperimentazioni stanno cercando di adattare le strategie commerciali ai business plan. Lunghe attese gratuite prima di far partire i noleggi  sono troppo onerose per il gestore mentre la ridistribuzione della flotta è una voce talmente alta nella gestione del business che conviene rischiare di perdere dei noleggi o dei clienti piuttosto che non dover spostare tutte le sera decine di auto dalla periferia al centro di Milano.
Twist ha chiuso le attività nonostante avessero cercato un posizionamento strategico  a Milano, ma evidentemente lo sbilanciamento è stato troppo elevato.

G. Il car sharing in Italia così come lo conosciamo è destinato a finire?
C. No, non è destinato a finire ma integrarsi con altre formule. Per Daimler, Car2go è parte della piattaforma Moovel (che comprende molte altre applicazioni sui taxi, trasporti pubblici e non solo), Enjoy ha tentato la diversificazione sullo scooter sharing, mentre si stanno affacciando sul mercato aziende che puntano al carsharing peer to peer (utilizzo di auto tra privati) e servizi di ridesharing (come UBER grande nemico dei taxisti). 

G. Cosa serve per rendere sostenibile un’azienda che offre servizi di car sharing?
C. Il car sharing può sostenersi quando dietro ci sono grandi capitali o grandi gruppi industriali, spesso con molteplici finalità che attutiscono eventuali segni negativi della gestione caratteristica. Non è un caso che le esperienze internazionali portino sempre a fusioni o acquisizioni. 

G. Qual è il paragone con altri Paesi europei?
C. Il panorama è molto vasto, ma gli scenari sempre simili: In Germania uno dei principali gestori sono le FerrovieNazionali. In Francia il gruppo Bollorè ha la più importante quota di mercato con espansioni in America (Indianapolis) Italia (Torino e Roma) e future previsioni in Asia. Sempre basato sul modello tradizionale (rientro dell’auto nella stessa postazione). Players più piccoli sono destinati nel tempo a rientrare in galassie meglio organizzate.
Alcuni gruppi internazionali (Zipcar, leader in America e quotato è stato acquistato qualche anno fa da AVISBudget e puntano a un lento sviluppo in EU, oggi presenti in UK e Austria. Le case automobilistiche invece sono pesantemente entrate nel settore. Perchè intravedono una visione di mercato nuova e complementare.
Negli stati uniti c’è più sperimentazione: flightcar.com è un car sharing che ti permette di usare auto di privati che sono in viaggio e lasciano la vettura a gestore in Aeroporto durante la loro assenza.. Personalmente lo uso in ogni viaggio in California ed è assolutamente conveniente. A Los Angeles pochi giorni fa è stato presentato un nuovo car sharing, basato sulla brandizzazione e utilizzo della pubblicità sui veicoli waivecar Prima sperimentazione realistica di un diverso business case. Senza dimenticare la rincorsa di Ford/Bmw e GM che stanno annunciando investimenti milionari e nuove business unit dedite a sperimentare e costruire nuovi modelli e servizi. 

Self-driving cars: when does marketing come?

#CES2016 proved (again) how autonomous cars can be ready to market much earlier than Governments and consumers are. Technology seems not to be a big issue (autonomous engineers might disagree about it), specially if we see how big car automakers are confident in showing their new products.

We all know about Tesla autopilot-mode, Volkswagen had a keynote speech about how the image2management is shaping a new company for electric, connected, smart and autonomous driving range of products. Mercedes just been licensed to drive autonomous E-Class in Nevada roads, FaradayFuture showed a great concept car, not a production one and not even really close to their real plan, which aims to deliver new models since 2017, with autonomous driving in their path.

Toyota showed long term concepts cars and Ford CEO talked much about new regulations required as the industry is ready. General Motors after investing $500mln in ridesharing boltcompany Lyft, just unveiled the new Bolt. Even those companies not exhibiting  at the CES made rumors about this coming future technology. Next-EV grows in San Josè R&D facility. The company team won the first ever world Formula-E championship last year and they think global with facilities in US, Europe, China. I can’t miss to mention Alphabet new tailored company Google Self Driving car further than Apple Car project that everyone knows about (.. but please don’t talk much as it’s a secret). I apologize if I don’t dive in describing Nissan pilot projects and Volvo existing self driving cars in Goteborg, but I only remind that the first ever self driving car fleet comes from Italian Parma University R&D company Vislab that drove (actually they didn’t) more than 13.000km from Milan to Shanghai in autonomous driving back in 2010.

Too many news… confirm that industry is almost ready, so what’s next? If we all believe that products will be enough to make the market, we’ll be terribly wrong. Further than that the overall car industry needs to point few more milestones to shape a new mobility business case:

Regulations. Detroit announce by US Transportation Secretary Anthony Foxx about the 4B plan to set standard rules and promote self driving technology was the right think in the right moment (and at the right place, being at NAIAS show).

IMG_6115Market(ing). Are we really sure people will accept so easily such a disruptive new technology? Probably new generation does, Millennians  already prefer sharing mobility more than ownership, but there are more adults on the streets than young ones driving around. It took years to make people familiar in using an electric car.. and you are still driving them. I am highly passionate about new technology so I know industry has to be forward thinking through a new smart approach to self driving cars. Marketing strategies will soon become a key issue to success into this new business industry and certainly it’s a different game compared to sell cars. 

More comments to come, stay tuned.- Carlo

 

BlaBlaCar: partnership con Axa per copertura viaggi in auto condivisi

La partnership tra BlaBlaCar e Axa si estende all’Italia dopo il lancio in Francia, Gran Bretagna e Spagna

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L’assicurazione è stato uno dei principali ostacoli allo sviluppo di business di ridesharing in Italia. Non solo per aspetti legali ma anche per la specificità del mercato italiano. L’estensione in Italia dell’assicurazione AXA/BlaBlaCar apre finalmente le porte ad altri sviluppi

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Ride-sharing services gaining traction with business travelers

Ride-sharing services like Uber and Lyft are gaining popularity among business travelers, but they still take a back seat to rental cars.
That was the conclusion of a study by Maine-based Certify, a software company for business expense management that looked at 8.5 million expense reports filed…

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Carlo Iacovini : Il ride sharing diventa “corporate”. Sempre più aziende, in America usano #Uber #Lyft al pari di rental e taxi.

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