L’ascesa inarrestabile dell’auto elettrica: 5 milioni tra dieci anni

Uno studio di Mps vede decuplicare il business delle vetture alimentate con la corrente. L’Europa pronta a fare la parte del leone: ora controlla il 18%

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Montedeipaschi valuta il futuro dell’auto elettrica. Previsioni rosee e di crescita (come tutti). Che ci sia una banca che vuole investire nel settore?

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Infrastrutture di ricarica per l’auto elettrica: strategie di mercato

Non ci sarebbe stata motorizzazione di massa senza le reti distributive petrolifere. Per l’auto elettrica è tutto da rifare perché l’infrastruttura di ricarica non ha ovviamente nulla a che vedere con quanto esistente. Questo è uno dei principali problemi perché in assenza delle “colonnine” nessuno acquista auto elettriche con l’incubo di restare a piedi.

La stazione di ricarica Fast realizzata da ENDESA
La stazione di ricarica Fast realizzata da ENDESA

Negli anni il tema infrastrutture ha visto diversi business model, alcuni di successo altri no. Il sistema più semplice è quello di molte aziende che assemblano e commercializzano colonnine. Fino ad oggi non è stato un business vincente perché la domanda è talmente bassa che non era in grado di sostenere un’impresa (da lì il fallimento di alcuni brand in America). Chi ha installato punti di ricarica ha prevalentemente utilizzato finanziamenti pubblici o in alcuni casi aziendali.

È il caso americano, dove troviamo tra le più importanti aziende del settore (Charge Point, Aerovironment, Car Charging per citarne alcune). In Europa si sono visti alcuni Paesi all’avanguardia che hanno previsto massicci investimenti proprio in  infrastrutture (Estonia, Olanda, Danimarca, UK). Le infrastrutture di ricarica sono tuttora percepite come di competenza pubblica. Anche se secondo le più recenti previsioni saranno le aziende i veri early adopters nonché players di rilievo per sostenere le auto elettriche, in particolare le flotte. Se oggi ci sono 64.000 colonnine installate nel mondo, nel 2020 saranno 10 milioni (di cui 200.000 saranno fast charge).

Alcune multinazionali hanno quindi applicato una strategia di gratuità della colonnina puntando su grandi numeri globali che consentissero margini rilevanti sulla vendita di energia. SuccessCharging, brand israeliano in pochi anni aveva creato una struttura commerciale molto vasta in diversi continenti, salvo poi non dismettere tutto dopo 2 anni di insuccessi. Strategia diversa è quella delle utilities, che nella maggioranza dei casi hanno creato una linea di business dedicata mobilità elettrica. Con colonnine prevalentemente di tipo lento, si rivolgono al mercato consumer anche privato con sistemi di wallbox da installare nei garage o in posti auto al coperto. Il caso dell’olandese RWE, come a casa nostra di ENEL. Alcuni esempi di successo sono riscontrati sulle reti autostradali: in Gran Bretagna Ecotricity (utilities) ha concentrato le strategie sulle infrastrutture nelle reti autostradali, così da consentire lunghe percorrenze e suncountgarantendosi un asset competitivo nel lungo termine. Strategia analoga per la canadese SunCountyHighway che ha investito e in parte venduto infrastrutture di ricarica creando veri e propri corridoi “a zero emissioni”, in Canada e in America. In questo caso il modello di business vede le infrastrutture installate presso luoghi di interesse (ad esempio presso i centri commerciali) che offrono un servizio in più ai clienti cercando di attrarre nuova clientela con un posizionamento green a livello aziendale.

Due casi globali sono dirompenti e concreti. Tesla Motors e Nissan hanno in comune la scelta di aver voluto investire massicciamente nelle infrastrutture. L’azienda californiana ha costruito decine di stazioni di ricarica fast dove in 30 minuti si carica tutta l’energia necessaria alla propria Tesla. Il servizio è gratuito per i clienti che quindi possono guidare per lunghe percorrenze senza alcuna spesa. In America sono già coperte le principali città (east e west coast), mentre i primi “supercharger” europei sono già installati in Norvegia.

Nissan ha optato per una partnership con la francese DBT e ha investito il necessario per arrivare a 300 punti di ricarica fast charge in tutta Europa, su tecnologia Chademo (che è quello nipponico, mentre l’Europa ha da poco scelto come standard il sistema Combo).  Le colonnine possono essere installate in luoghi pubblici e disponibili h24 per i clienti abbbzpossessori di Leaf. Anche in Italia troviamo alcune installazioni come presso l’Autogrill di Villoresi  (Lainate – Milano) e la stazione di ricarica ABB presso la stazione rifornimento Kostner a Bolzano.

Al di là dell’infrastruttura il nodo futuro che renderà davvero appetibile l’auto elettrica sarà anche il sistema di pagamento. Se oggi una colonnina pubblica richiede una tessera rfid e un contratto con il gestore provider di energia elettrica, il futuro prevede piattaforme tecnologiche che raccolgono i dati e forniscono poi un servizio di roaming. Proprio come i telefonini, non importa che gestore energetico avremo, la tecnologia (via smartphone, apps) consentirà di utilizzare qualunque colonnina in tutto il mondo, pagando con carta di credito o all’interno della propria bolletta. È una vera rivoluzione tecnologica, ma i principali produttori di colonnine e servizi si stanno integrando, dialogando e cooperando per arrivare a degli standard, sia in Europa che in America. È chiaro che anche le infrastrutture di ricarica rappresentano un business globale che vedrà molte aziende crescere per poi integrarsi e arrivare poi a pochi attori. Ma per allora la mobilità elettrica sarà una realtà per tutti.

Articolo estratto e aggiornato dallo speciale: “Mobilità elettrica urbana: tecnologie per il mercato” di Qualenergia, a cura Carlo Iacovini.

Car sharing: nuovi modelli di business, elettrico e aziendale

Il Car-Sharing è un servizio sempre più diffuso nella realtà lombarda con un’offerta logo-citytechCitytech è stata presentata una nuova opportunità per le aziende, per muoversi liberamente, a zero emissioni e risparmiando. ReFeel E-mobility è l’innovativo progetto di car sharing elettrico, dedicato alle imprese di Milano con esigenze di spostamento nell’area metropolitana. Progettato da Clickutility On Earth e ReFeel il servizio si basa su auto elettriche condivise tra più aziende, con sedi nello stesso palazzo o sito produttivo.

Senza i costi di accesso al centro storico (area C), di parcheggio e di carburante, il nuovo servizio consente di muoversi liberamente risparmiando fino a 3.400€ l’anno rispetto al possesso e utilizzo di un’auto aziendale classica. Senza contare i risparmi che ottengono rispetto ai costi “fuori flotta” (taxi, rentacar). Una piattaforma di gestione automatizzata consente di prenotare e bloccare/sbloccare i veicoli come nei moderni sistemi di Car-Sharing. Con la differenza che le auto sono dedicate alle esigenze aziendali di mobilità.  E’ facoltà dell’azienda lasciare la vettura anche per usi personali, ad esempio lo spostamento casa lavoro o nel weekend, imputando i costi a carico del dipendente.

tabella_risparmioIl car sharing si sta rivelando un business adatto alle moderne esigenze di mobilità ma occorre intercettare la domanda più appropriata, soprattutto se si parla di mobilità elettrica che ancora oggi presenta ostacoli di introduzione sul mercato. Ho pensato al servizio, progettandolo con lo staff di Refeel perchè è una sfida che parte da una strategia di mercato precisa finalizzata a fare risparmiare le imprese e a migliorare la loro mobilità. Refeel  poi, operatore energetico integrato e internazionale del settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica è un  vero e proprio “incubatore” di start up e saprà trasformare l’idea in un servizio concreto.

“La mobilità elettrica è un business futuro, ReFeel lo ha studiato e abbiamo portato la nostra esperienza per dare vita a una nuova divisione, già operativa, – afferma Carlo Maria Magni, Ceo di ReFeel – Il progetto è strutturato in più fasi di introduzione nel mercato, a partire dalla fornitura di vetture elettriche in noleggio a lungo termine per le imprese per poi passare alla piattaforma di prenotazione tra i dipendenti, poi estesa alla aziende limitrofe.”

Il progetto non è solo un’idea imprenditoriale, ma un servizio concreto attivo sul territorio, Edenred, multinazionale dei servizi (loro il “ticket restaurant” ) ha recepito il valore innovativo dell’iniziativa e ha preso in uso presso la propria sede di Milano una prima Nissan Leaf elettrica.

Auto elettrica: visioni a confronto, tra investimenti milionari e rischi di mercato

Nel mondo che sta rivoluzionando il mercato dell’auto ci sono tanti competitor, ma due grandi imprese spiccano tra tutte, due visioni del futuro, accomunate solo dagli enormi investimenti degli ultimi anni e dai rischi che i loro fondatori stanno correndo, chi meno e chi, forse, troppo.

Forbes Images
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Tesla nasce in California per produrre auto elettriche di qualità, con grande autonomia e per coniugare prestazioni e confort con ambiente e risparmio. Già oggi è possibile guidare da Los Angeles a San Francisco per oltre 500km senza emettere CO2 e consumare benzina, fermandosi quando necessario nelle stazioni “Supercharger”  realizzate dall’azienda per garantire una ricarica veloce e completamente gratuita, a patto di possedere una Model S, ovviamente. Continue reading “Auto elettrica: visioni a confronto, tra investimenti milionari e rischi di mercato”

Better Place facing new problems: losses and board member leaving

Italian version of this article published on International Business Times 

Better Place is a vision of future, the electric vehicle’s dream. To drive

Source: BetterPlace

with no anxiety about battery’s range because thousands of switching stations give you more power to keep your journey. The company was born 5 years ago under the green US new deal and has strong Israel origins and management. Its vision aimed to create new technological standards in the automotive sector, and gained millions of dollars to invest in an overall new distribution Continue reading “Better Place facing new problems: losses and board member leaving”

ZET Zero Emission Territory: sintesi dello studio e numeri del progetto

Una flotta di 72 auto elettriche, 18 parcheggi di interscambio con 144 punti di ricarica presso le uscite autostradali, 10 punti di fast charge, un’infrastruttura innovativa, con pensiline fotovoltaiche da fonti rinnovabili certificate. Per risparmiare 26,3 tonnellate di emissioni di CO2 al mese nell’autostrada più congestionata di Italia e 20.160€ di carburante. 

Localizzazione infrastrutture e parcheggi di interscambio: a cura Systematica

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