NewYork: Bike Sharing pronto al via con i primi 5000 iscritti

Prima i ritardi per problemi di software, poi l’Uragano Sandy che ha danneggiato  il

La Commissaria Sadik-Khan alla presentazione del servizio - Source: Streetsblog - foto Stephen Miller
La Commissaria Sadik-Khan alla presentazione del servizio – Source: Streetsblog – foto Stephen Miller

deposito con  le stazioni e biciclette pronte per essere installate. Era un inizio difficile per il servizio di Bike Sharing tra i più attesi al mondo, quello di NewYork. Ma finalmente qualche giorno fa l’assessore Howard Wolfson e Janette Sadik-Khan (Transportation Commissioner, anima del progetto Bike Sharing), hanno dato il via libera alle iscrizioni, ora che le stazioni stanno invadendo Manhattan. 103$ il costo dell’abbonamento annuale che consente fino a 45 minuti gratuiti di utilizzo. 2500 gli iscritti nelle prime ore, cifra raddoppiata nei due giorni successivi. Un successo che rincuora gli enormi sforzi e investimenti che la città ha portato avanti. Il progetto era partito nel 2009, dunque un iter molto lungo che ha portato a individuare prima il tipo di tecnologia (la scelta ricadde sul sistema della società canadese BIXI)  e poi lo sponsor/brand (Citibank). 60 stazioni (delle 330 previste con un totale di 6000 bici)

stazione di bikesharing installata - source: twitter citibikeNyc
1° stazione di bikesharing installata – source: twitter citibikeNyc

sono già state installate e il servizio partirà ufficialmente in maggio. La prima settimana sarà riservata agli abbonati annuali (5000) che potranno usufruire di una serie di vantaggi (una chiave di accesso personalizzata, sconti per l’acquisto di caschi,  un pass gratuito di 24 ore per segnalare un amico e la partecipazione ad alcuni eventi di lancio). Successivamente saranno venduti abbonamenti settimanali e giornalieri, per una diffusione sempre più rapida del servizio. La sicurezza è un tema molto sentito e l’eventuale obbligatorietà del casco aveva animato il dibattito politico e non solo. “Una proposta di legge in tal senso non ha portato alcun risultato,” afferma la Commissaria Sadik-Khan,” tutte le esperienze internazionali di successo non richiedono l’obbligo, mentre chi lo ha fatto come la città di Melbourne ha fatto fallire il servizio“. Nonostante questo, siamo convinti che il casco diventerà un accessorio comune al pari dell’ombrello o degli occhiali da sole. A Manhattan gli spostamenti hanno una durata media inferiore alle 2 miglia e la bici rappresenta un’ottima alternativa.” 

Situazione di stallo invece in Italia. Fatta eccezione per il servizio di Milano che riscuote sempre maggiore successo al di là dell’equilibrio economico (il bike sharing non è particolarmente redditizio..come business in sé), siamo sempre in attesa di nuovi progetti in altre città. Roma dopo l’annullamento del bando pubblicitario si è accontentata di una sperimentazione con bici elettriche in alcuni parchi, Firenze non ha ancora deciso, mentre il progetto di Bologna… pronto da molti mesi continua a essere rinviato in assenza di certezze economiche. Anche i servizi più appetibili si fermano di fronte alla crisi.. o alla burocrazia.

Thanks to Ben Fried, Stephen Miller, StreetsblogNYC

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s