California: una legge regola i servizi di mobilità per la “sharing economy”

Si sa che quando il mercato e i bisogni cambiano,  le leggi faticano a mantenere il passo sidecar-ride-sharingdei tempi. Certamente è il caso delle grandi innovazioni sulla “sharing economy“, movimento culturale, economico nonchè concentrato di innovazione in molteplici aree di business. Il governo della California, nello specifico il California Public Utilities Commission (La Commissione Servizi pubblici) ha da poco varato un regolamento (scarica il doc. ufficiale) per normare le molte imprese che sono attive nei servizi di ridesharing.  LyftSidecar e Uber sono solo alcuni dei nomi più noti, quest’ultimo recentemente entrato in Italia ha portato non pochi grattacapi alle Amministrazioni pubbliche, abituate ai regolamenti taxi e NCC consolidati da molti anni. uberMa l’innovazione va avanti e in tanti ci credono, non è un caso che Google abbia da poco investito nella start up californiana con oltre 258milioni di Dollari. Il CPUC ha creato una nuova categoria di azienda di trasporto definita Transportation Network Company, aziende che usano “app” o piattaforme tecnologiche per mettere in contatto guidatori e passeggeri, utilizzando i veicoli privati. Questi nuovi operatori della mobilità  devono ottenere apposita licenza e  rispettare una serie di requisiti restrittivi e dedicati alla sicurezza dei passeggeri trasportati,  essere in regola con la legge, seguire una formazione dedicata ai guidatori, osservare tolleranza zero sull’uso di alcolici e droghe, ottenere un’assicurazione  con garanzia minima di 1 milione di dollari. Infine rispettare 19 punti di controllo sui veicoli utilizzati. Una vera rivoluzione per la mobilità in città. Si tratta di servizi di trasporto che potrebbero permettere la dismissione di molte vetture inutilizzate e avere importanti risvolti sociali, giovani_rideshoffrendo nuove opportunità di lavoro per categorie di utenti, ad esempio giovani (e con la disoccupazione giovanile oltre al 40% ce ne sarebbe davvero bisogno.. in Italia).

Occorre ora trovare qualche Amministrazione lungimirante,  desiderosa di sperimentare e innovare, che abbia la forza e la capacità per partire. L’esempio di Milano dove il car sharing car2go ha spopolato in poche settimane con oltre 40.000 iscritti, fa ben sperare sul fatto che, per una volta, la cultura, la domanda di mobilità e la sensibilità dei cittadini siano già pronti per nuove regole. Se ne parlerà il prossimo 29 ottobre durante il workshop sulla smart mobility di Citytech, intanto la partita è aperta.

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