Auto elettrica: visioni a confronto, tra investimenti milionari e rischi di mercato

Nel mondo che sta rivoluzionando il mercato dell’auto ci sono tanti competitor, ma due grandi imprese spiccano tra tutte, due visioni del futuro, accomunate solo dagli enormi investimenti degli ultimi anni e dai rischi che i loro fondatori stanno correndo, chi meno e chi, forse, troppo.

Forbes Images
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Tesla nasce in California per produrre auto elettriche di qualità, con grande autonomia e per coniugare prestazioni e confort con ambiente e risparmio. Già oggi è possibile guidare da Los Angeles a San Francisco per oltre 500km senza emettere CO2 e consumare benzina, fermandosi quando necessario nelle stazioni “Supercharger”  realizzate dall’azienda per garantire una ricarica veloce e completamente gratuita, a patto di possedere una Model S, ovviamente. Dall’altra parte uno scenario completamente diverso, uno standard tecnologico per sostituire le batterie e non ricaricarle, per “vendere” km come nelle telecomunicazioni si tariffano i “minuti” di conversazione. Better Place nasce nel 2007 ed è oggi operativa in

Source: BetterPlace
Source: BetterPlace

Danimarca e Israele, con altri progetti molto avanzati in Cina, Australia e Giappone. Due visioni e due persone a confronto, da una parte Elon Musk, imprenditore tecnologico 41enne, cresciuto nella Silicon Valley e convertito all’ambiente e in particolare all’auto, dall’altra Idan Ofer, Israeliano di 57 anni, forse tra i più ricchi imprenditori del Paese, che ha seguito l’intuizione di Shai Agassi di fondare Better Place, intravedendo nei mercati emergenti (Cina e India in primis) le più grandi potenzialità. Better Place mira a creare uno standard, offrendo la possibilità di essere proprietaria delle batterie, l’elemento più costoso di un’auto elettrica, andando a creare un’intera infrastruttura mondiale di “battery swapping”. (cioè punti di sostituzione delle batterie). Una tipica battaglia per lo standard mondiale, che porterà al successo globale solo una delle due realtà. Come in passato è stato per il VHS contro il Betamax, o più recentemente il Blu Ray contro il DVD HD… la storia è ricca di esempi dove, chi è riuscito a imporre il proprio standard, è stato in grado di orientare le scelte industriali e alla fine anche i consumi. E la partita in gioco è molto importante, non solo per le due aziende, ma soprattutto perché lo standard diventerà il riferimento per tutto il mondo automobilistico. E proprio qui troviamo i maggiori rischi per Better Place in particolare. Le case auto sono titubanti nel cedere a una terza parte la “proprietà” delle batterie e quindi di un componente così importante del loro prodotto. La diffidenza è forte anche tra i colossi cinesi, vero target dell’azienda Israeliana  per il mercato potenziale che

Qoros Design
Qoros Design

rappresentano, ad eccezione del neonato brand orientale Qoros – di prossimo arrivo anche in Europa – dove proprio Ofer ha investito oltre 200 milioni di $. Ma per combattere ad armi pari.. il più grande colosso Orientale, la BYD è – guarda caso – di proprietà per il 10% di Warren Buffet il milionario americano che invece crede nel modello “Tesla”, batterie che si ricaricano ma non si cambiano. E anche il mercato cinese non può arrivare ad uno standard perché la BYD ha sempre declinato le avances israeliane. Così ad oggi, i circa 800 clienti di Better Place possono guidare solo la Renault Fluence, un po’ troppo poco per rivoluzionare il mondo. Anche l’approccio “monomarca” di Tesla presenta dei rischi, investire oltre 25 milioni di $ per creare il network di “fastcharger” solo

Source: Tesla
Source: Tesla

per i propri clienti californiani è certamente appagante per gli acquirenti, ma su vasta scala è un grosso limite per il mercato stesso dell’auto elettrica e comunque c’è bisogno della collaborazione dei Governi locali. La battaglia è ancora lunga e i prossimi 2-3 anni saranno probabilmente i più importanti per le sorti del futuro dell’auto elettrica, sempre che qualche altro miliardario non colga l’opportunità dei ritardi per trovare la “terza” via e imporsi sul mercato. Staremo a vedere.

based on Forbes Todd Woody analysis

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One thought on “Auto elettrica: visioni a confronto, tra investimenti milionari e rischi di mercato

  1. Carissimo Carlo Iacovini, tu sfondi una porta aperta, sono anni che io predico l’adozione delle macchine elettriche da parte degli Enti Pubblici, Comuni, Province, Regioni. Ma la politica non ha ancora dato il vero indirizzo a questi soggetti, infatti la mancanze di colonnine di ricarica, fa si che chi ha una macchina elettrica, non riesce a caricarla per la strada, e quindi è in un deserto tecnologico, e questo è il primo handicap che impedisce la vera evoluzione delle macchine a elettricità…eppure, i Sindaci dovrebbero lottare per non avere delle città inquinate, ma forse le generazioni a venire capiranno l’importanza di queste vetture, che oltre a non inquinare, hanno un costo di gestione. bassissimo , vera panacea di questi tempi…ma cosa fare? Far intervenire il legislatore, che obblighi, con apposite leggi, l’obbligo di adottare le macchine elettriche per i comuni e l’obbligo di installare le colonnine di ricarica…Questa sarà l’inizio dell’era pulita….Grazie Salvo Palazzo

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