L’agopuntura urbana: una visione per le nuove Smart cities

Cosa avranno in comune l’antica scienza medica orientale e l’architettura moderna? Apparentemente nulla, anche se le ultime

source: Bettercities.net

avanguardie sullo sviluppo delle metropoli attingono proprio da quella filosofia alcuni spunti molto suggestivi.

Il modello urbano proposto negli ultimi anni è sempre più incentrato sulle grandi metropoli, con 1,3milioni di persone che ogni settimana “migrano” verso le città in cerca di una migliore qualità della vita. Al punto che ci sono al mondo 21 “megacittà” con oltre 10milioni di abitanti ed entro il 2025 diventeranno 29. Sono infine oltre 500  quelle con oltre 1milione di abitanti. Complessivamente le 600 città più importanti al mondo producono il 60 del Pil mondiale e consumano fino all’80% del fabbisogno energetico.

Su questa scia, abbiamo assistito a interventi di riqualificazione e di sviluppo in linea con le necessità, con mega investimenti pubblici e privati, nuovi insediamenti produttivi, residenziali e commerciali (si pensi a città come Dubai ad esempio). Ma non è detto che questa strada

source: E-architect

porti realmente al miglioramento della qualità della vita. Anzi, sono molteplici ormai le voci nel mondo dell’architettura che provocatoriamente puntano allo sviluppo di micro-comunità e politiche di sviluppo di piccoli interventi che avvicinino gli abitanti alla proprio quartiere, migliorandolo con tanti piccoli investimenti che possano rendere i servizi più accessibili, gli spazi più sicuri e l’ambiente  più tutelato. Marco Casagrande, architetto della Finlandia è un “precursore” dell’approccio “di comunità”, teoria sposata anche oltreoceano da esperti quali John Southern che in un’intervista con il giornalista Leon Kaye (autore di studi su questi temi) ha spiegato come piuttosto di mega investimenti che le Amministrazioni non riescono nemmeno a sostenere economicamente, sia più efficace pensare le città come “organismi viventi” con micro target e funzioni da ottimizzare per rendere più efficiente il sistema nel suo complesso (proprio la visione dell’agopuntura nei confronti del corpo umano). Il sindaco di Curitiba, Jaime Lerner, ha reso famosa in tutto il mondo la sua città per gli innovativi progetti di sviluppo, moderni e nel contempo sostenibili per la comunità e ha indicato proprio nell’Agopuntura urbana una soluzione per affrontare i moderni problemi delle città.

Le tecnologie moderne e la trasformazione verso le Smart cities sono un fondamentale per questa nuova visione, in quanto le reti efficienti (di comunicazione, di trasporto e dei servizi) sono “l’infrastruttura” per costruire piccole comunità. Allo stesso modo un recente progetto realizzato dall’architetto americano Prof. Nicholas De Monchaux ha illustrato in un video

le enormi potenzialità di rivitalizzazione del territorio, a partire dagli spazi verdi non utilizzati e abbandonati dagli Enti pubblici, riconvertiti in parchi urbani o “confortevoli lounge” dove trascorrere del tempo e incontrarsi. Insomma in un mondo attraversato dalla crisi e alla ricerca di nuovi stili di vita, si può crescere partendo dal “piccolo” per ritrovare anche una dimensione di umanità e di relazione ormai sempre più perse nei miraggi delle megalopoli.

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