Elettrico, la spina della discordia. A bordo di uno scooter elettrico per Milano

Ilaria Morani, in sella ad uno scooter elettrico ha affrontato “l’avventura” di una giornata in giro a Milano sperimentando i sistemi di ricarica. Interessante reportage anche video sulle piccole difficoltà e grandi innovazioni che ci aspettano

L’inchiesta promossa dal Corriere sull’uso delle colonnine a Milano fotografa molto bene

Fonte: greenstyle.it

la positività dei prodotti ma soprattutto l’impraticabilità del mercato delle auto (e scooter) elettriche, oggi. L’Italia, come diversi altri paesi europei è ancora nella fase dei progetti pilota e mentre il mercato dei prodotti (auto, scooter, biciclette) è già ricco di offerte per i nuovi clienti ecologici, in realtà il nodo resta quello dei sistemi di ricarica.

Inizialmente, pochi anni fa, si riteneva che le colonnine in strada fossero la primaria necessità per sviluppare il settore. Da li gli investimenti di diversi enti locali (pochi) e utilities nell’installare punti di ricarica. Ma allora occorreva fare come la Norvegia, che vanta oggi 3.123 punti di ricarica gratuiti già installati e 74 punti di fast charging (ricarica veloce) e 6000 auto elettriche già in commercio, con un piano per arrivare minimo a 60.000 auto elettriche entro il 2020. il tutto grazie anche a un pacchetto di incentivi economici invidiabile: le auto elettriche non pagano l’iva, non hanno tasse di registro, non pagano le autostrade (e nemmeno i traghetti di linea), usufruiscono di parcheggi pubblici e hanno accesso alle corsie preferenziali. Un eldorado ecologico che la rende mercato leader in Europa. Se però consideriamo che la Norvegia conta 4,7 milioni di cittadini possiamo immaginare che gli stessi obiettivi si potrebbero perseguire elettrificando due città italiane o la sola area vasta di Milano.

Ma allora chi userà e a chi servono realmente le colonnine di ricarica? Le più recenti ricerche internazionali dell’istituto americano Pike Research, confermano tutte che le infrastruttura di ricarica saranno inizialmente realizzate presso parcheggi, uffici, aziende e residenze private. Solo 1/3 sarà su suolo pubblico, per una semplice ragione: nelle prime fasi gli utenti vogliono avere la certezza di poter parcheggiare e ricaricare il proprio mezzo, quindi si affideranno solo a infrastrutture “certe” e disponibili. Solo quando il mercato sarà molto diffuso (e direi che è una situazione lontana dall’oggi) anche le colonnine pubbliche saranno realmente utilizzate. In secondo luogo la vera spinta all’elettrico arriverà dai sistemi di fast charging, cioè le colonnine che in meno di 30 minuti ricaricano fino all’80% delle batterie. Si contano sulle dita di una mano i produttori reali di questa tecnologia in Europa, in grado di erogare  fino a 43kw di potenza, con problemi di produzione di energia per alimentarli (che ovviamente deve provenire da fonte rinnovabile). Ma la loro diffusione presso centri commerciali e stazioni di carburanti aprirà una nuova tipologia di utenza. Infine il problema dell’interoperabilità: città che vai, colonnina che trovi. Oggi è un problema, ma già nel Decreto Sviluppo è previsto in carico all’Autohority per l’energia il compito di definire gli standard e le tariffe. Al pari dei telefonini, con lo sviluppo del mercato e l’utilizzo delle tecnologie, si confluirà su alcuni standard. Che non hanno saputo trovare le case auto, considerato che oggi ci sono fino a 4 tipologie di prese a seconda della regione del mondo in cui si operi.

Il comunicato pubblicato sul Corriere della Sera

Elettrico, la spina della discordia – Attualita Corriere.it.

video inchiesta

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s