Microsoft: leader in sostenibilità. Al via la tassa sulle emissioni

Che alla Microsoft siano attenti all’innovazione è come dire un’ovvietà. Ma proprio da questo esempio, come da altri casi di multinazionali, possiamo imparare  nuove strategie e conoscere le strade che percorreranno necessariamente altre aziende nel prossimo futuro.

Poche settimane fa, Microsof pubblicava il libro bianco “Becoming Carbon Neutral“, che dettava gli indirizzi corporate per lo sviluppo green della multinazionale. E in effetti l’integrazione tra digitale e ambiente è uno dei temi di maggior suggestione in questo ultimo periodo, dove le tecnologie da un lato e la green economy dall’altro, rappresentano i volani di rilancio dell’economia e le leve di maggior cambiamento della vita quotidiane dei cittadini.

E così la strategia di Microsoft, nel rispetto della miglior metodologia di consulenza, dopo avere dato vita al gruppo di lavoro strategico e aver costituito la “mappa degli stakeholders” si è sintetizzata in tre tanto semplici quanto efficaci indirizzi:

BE LEAN:

  • Ridurre i consumi di elettricità derivanti dalle “operations” aziendali, dagli uffici e dalle sedi di tutto il mondo.
  • Ridurre i viaggi aerei del personale, andando a definire un numero massimo di “miglia” per dipendente

BE GREEN:

  • Approvvigionamenti energetici in acquisti da fonti rinnovabili e investimenti di capitali in progetti di nuovi impianti
  • Riduzioni sul consumo di acqua e produzione di rifiuti

BE ACCOUNTABLE:

  • Definizione di un costo per l’impatto che le politiche ambientali hanno sulle attività aziendali di routine.
  • Inserimento del costo ambientale nel budget di ogni business group.

Quest’ultimo punto è una grande novità: L’azienda imputa  alle 

Sintesi strategia Microsoft

proprie divisioni (di tutto il gruppo) i costi conseguenti all’inquinamento prodotto. Le emissioni generate dagli immensi data centers, dai laboratori di sviluppo software, dai viaggi dei dipendenti, generano un costo che viene richiesto alla business unit e va ad accrescere un fondo di investimento aziendale che a sua volta finanzia progetti di riduzione dell’inquinamento. Come dire un circolo virtuoso tutto aziendale dove, nel rispetto del concetto “chi inquina paga” produce investimenti ambientali. Ovviamente  poi completano il quadro le misure più “classiche” come l’ottimizzazione della filiera dei fornitori e il coinvolgimento del personale in programmi di sensibilizzazione alla sostenibilità, mentre la gestione di tutto il sistema è affidato a un software su base tecnologica Microsoft, testato in oltre 100 Paesi.

Pochi giorni fa , il 1 luglio, con l‘avvio dell’anno fiscale del gruppo la “carbon tax” è entrata in vigore e in ogni budget di divisione, vengono conteggiati i costi di compensazione ambientale per le emissioni prodotte. Come dire che un biglietto aereo viene conteggiato anche del surplus del costo necessario per compensare le emissioni prodotte dal viaggio. un meccanismo solo apparentemente macchinoso ma in realtà estremamente efficace per dare concretezze alle scelte ambientali, troppo spesso oggetto solo di grande comunicazione da parte delle aziende. Anche i numeri confermano la concretezza dell’approccio Microsoft. In 1 anno sono stati risparmiati 10M kwh di consumi energetici,  quasi 2000 auto in meno dalla strade per spostamenti aziendali e fino al 50% di maggiore efficienza energetica nel Datacenter di Dublino, 2288 pannelli solari installati al campus aziendale in California. La strada è ancora lunga e l’0biettivo da  raggiungere molto ambizioso, raggiungere “l’impatto zero” per le attività aziendali.

Sintesi strategia Microsoft per la sostenibilità

Ma siamo certi che Microsoft saprà ancora essere leader anche in sostenibilità. E siccome la comunicazione resta elemento importante per diffondere le scelte aziendali, qui di seguito l’infographics di sintesi dell’Environmental Footprint.

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